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La mostra “DALL’ESPRESSIONISMO ALLA NUOVA OGGETTIVITÀ – avanguardie in Germania”

La mostra “DALL’ESPRESSIONISMO ALLA NUOVA OGGETTIVITÀ – avanguardie in Germania”

La mostra “DALL’ESPRESSIONISMO ALLA NUOVA OGGETTIVITÀ – avanguardie in Germania” narra, attraverso 40 opere provenienti dal Museo Von Der Heydt di Wuppertal, le vicende legate all’espressionismo tedesco, fenomeno caratterizzato da un forte desiderio rivoluzionario e da un linguaggio primitivo, desideroso di estrapolare emozioni aspre e dure.

La mostra, che si tiene fino al 24 febbraio 2019 al Palazzo del Governatore di Parma, unisce le testimonianze artistiche alla letteratura, alla musica e al cinema tipico del periodo espressionista, trasmettendo al visitatore la complessità di queste esperienze che si influenzavano notevolmente a vicenda.

Non solo le opere d’arte, infatti, sono le protagoniste, ma anche la musica espressionista, che di sottofondo riecheggia le note di Schoenberg o di Berg, e il cinema, a cui viene dedicata un’idonea area nella quale è possibile fermarsi a guardare la proiezione di scene provenienti da classici come Il gabinetto del dottor Caligoli di Wiene.

La Germania, che diede luogo a questo movimento artistico nonché culturale, era la patria di uomini che avvertivano in modo molto acceso la contraddizione tra l’espansione economica e industriale e la caduta delle certezze positivistiche, innescando, come primo sentimento motrice, l’inquietudine. Se, infatti, l’impressionismo voleva manifestare principalmente la bellezza della realtà esteriore, l’espressionismo, nato proprio in sua contraddizione, sposta l’attenzione sulla realtà interiore più profonda, delineandone le sfaccettature più drammatiche e dure. Così, l’espressionismo prende piede, inizialmente con la nascita di un gruppo denominato Die Brücke e costituito da quattro studenti di architettura: Fritz Bleyl, Ernst Ludwig Kirchner, Karl Schmidt-Rottluff e Eric Heckel (ai quali si aggiunge successivamente Emil Nolde).

La mostra mette in evidenza le forti motivazioni che diedero vita all’espressionismo tedesco, ponendo l’attenzione sul contesto storico, nonché sulle numerose vicende legate alle scoperte scientifiche, alle nuove composizioni musicali e alle arti teatrali e al cinema muto del periodo.

Il visitatore viene dunque catapultato in un luogo univoco nel quale ad emergere sono le emozioni e l’interiorità. Numerose opere d’arte, accompagnate da fotografie ritraenti questi artisti spesso all’interno dei loro studi, conducono ad un viaggio che ripercorre le vie dell’emotività e della spiritualità più aspra che essi stessi volevano rappresentare attraverso l’uso di colori accesi e vivaci, puntando sempre più all’astrazione. Alla scoperta di bellissime opere come Atto femminile all’aperto di Otto Mueller o Ragazza con gonna rossa di Adolf Erbsiöh, questa esperienza visiva permette anche di comprendere numerosi aspetti di un periodo tanto tormentato quanto innovativo.

Le sensazioni che si avranno al termine della visita saranno quelle di possedere nuove conoscenze non solo teoriche, ma fortemente ‘empatiche’, poiché in grado di giungere, adesso, ad osservare l’interiorità più oscura e i suoi concetti drammatici.

Nella speranza di aver indotto in voi la giusta curiosità, invito a partecipare a questa esperienza che tende davvero al coinvolgimento dei sensi, e concludo con una frase, che tra tante si può leggere in un bellissimo pannello durante il percorso espositivo, di Herwarth Walden:

“la comprensione artistica è sentimento. Solo la sensazione è comprensione. L’arte comprende l’incomprensibile, ma non il concettuale”.

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