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Il Capodanno Romano

Il Capodanno Romano

(Immagine di copertina: Testa di Giano bifronte, dal deposito votivo di porta nord a Vulci – dal web)

Sapevate che il Capodanno non è sempre stato festeggiato a Gennaio?

Nell’antica Roma, infatti, il primo giorno dell’anno si festeggiava, inizialmente, il 1° Marzo. In questa occasione veniva rinnovato il fuoco sacro nel Tempio di Vesta, che per i romani era simbolo di vita.

Non a caso, dedicare i festeggiamenti di Capodanno al mese di Gennaio deriva dalla festa del dio romano Giano. Anticamente, però, il dio di maggior rilievo nell’antica Roma era Marte a cui veniva, appunto, dedicato il primo mese dell’anno (Marzo). In realtà la vicenda potrebbe sembrare un po’ contorta poiché Marte era anticamente Mavor, dio dei giardini e della vegetazione, figlio della Grande Madre Jauna, da cui Juno e Giunone (IMPERVM ROMANVM s.d.). Solo in un secondo momento il dio assunse le sembianze di signore della guerra, dei duelli e degli spargimenti di sangue, divenendo l’equivalente di Ares nella mitologia greca.

Giano era invece il dio dalle due facce (una rivolta in avanti, l’altra che guardava indietro) che veniva generalmente posto a guardia di tutte le entrate e di tutte le uscite, regolando il passato ed il futuro e per questo motivo di buon proposito per l’anno “nuovo” (Specchio romano s.d.). Il termine Janus evoca infatti la porta e rimanda al significato di apertura e di inizio. Il dio in questione non aveva riscontri nelle altre mitologie, poiché egli fu solo dio italico e latino e non ebbe genitori (IMPERVM ROMANVM s.d.).

Nell’VII libro dell’Eneide, infatti, Virgilio racconta che Giano avrebbe “regnato in Italia prima di Saturno e di Giove”.

Fu Numa Pompilio, secondo la tradizione, ad aver inserito il mese di Gennaio nel calendario, costruendo anche una porta nei pressi del Foro in onore di Giano (Specchio romano s.d.).

Eppure, anche i Romani usavano riunirsi a pranzo in occasione del Capodanno. Più in particolare, alla fine del lieto pasto usavano scambiarsi in dono un vaso bianco contenente miele e frutta secca, come fichi e datteri, e ramoscelli di alloro come simbolo di buon auspicio per il nuovo anno (IMPERVM ROMANVM s.d.).

BIBLIOGRAFIA:

IMPERVM ROMANVM. s.d. https://www.romanoimpero.com/2016/12/capodanno-romano.html.

Specchio romano. s.d. http://www.specchioromano.it/fondamentali/Lespigolature/2004/Dicembre/Capodanno%20con%20miele%20e%20serpenti.htm.

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