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“Tuttomondo” – il murale di Keith Haring

“Tuttomondo” – il murale di Keith Haring

Nel centro di Pisa, sulla parete esterna della chiesa di Sant’Antonio abate, è presente una grande opera pubblica, “Tuttomondo”, molto amata dai cittadini pisani che racchiude un importante messaggio.

Il murale è stato realizzato nel 1989 da Keith Haring, nato il 4 maggio 1958 a Reading, Pennsylvania. Pensandoci, l’opera presente a Pisa, assume un significato ancora più profondo se si pensa che fu l’ultimo capolavoro dell’artista, stroncato precocemente a causa dell’AIDS. E proprio nel 1989, anno in cui realizzò “Tuttomondo“, fondò la Keith Haring Foundation con lo scopo di fornire finanziamenti alle organizzazioni per l’AIDS e ai programmi per bambini, con l’ulteriore speranza di espandere le sue immagini, da lui stesso arruolate negli ultimi anni di vita, per parlare della sua malattia (The Keith Haring Foundation s.d.).

Tuttomondo” è un inno alla vita e messaggio di felicità.  Haring compose un’opera che è diventata il simbolo della rinascita di Pisa negli anni ’90.

L’azzurro è il colore predominante. Probabilmente è un richiamo ai colori cittadini del quartiere stesso. Ogni figura che si incastona in mezzo alle altre, esprime un concetto specifico. Niente è lasciato al caso. La donna con un bambino, simbolo di maternità; l’uomo con la televisione al posto della testa, simbolo di apertura verso il mondo (se usato con i giusti mezzi); quello che si unisce attraverso i suoi stessi arti, a formare un otto (simbolo di infinito), come ciclo interminabile della vita; fino a raggiungere tematiche più delicate ed importanti come quella della lotta al razzismo, ritratta con l’immagine di tre uomini, uno dentro l’altro, di colore diverso, che tengono in mano un cuore; mentre al centro è ritratta la tipica croce pisana, simbolo della città.

Tutte le sagome sono delineate da linee, vibrazioni. Incarnano la musica, melodie africane che fanno muovere le figure in una danza completa che avvolge il mondo.

Un’opera eccellente, straordinaria. Un’incredibile messaggio di speranza rivolto agli uomini di questa Terra. Un’elaborazione grafica che vuole narrare come sarebbe sbalorditivo se tutti i suoi abitanti riuscissero a danzare compatti, in compagnia della stessa musica.

Un’opera visibile a tutti, ogni giorno, in ogni momento, ogni qualvolta venisse voglia di guardare oltre, di cercare speranza.

 

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