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La mostra “Dinosauri: predatori e prede”

La mostra “Dinosauri: predatori e prede”

Una mostra inaugurata il 17 novembre 2017 che si concluderà il 16 settembre 2018, presso il Museo di Storia Naturale di Calci, offre la possibilità di osservare quei tanto affascinanti animali preistorici che vediamo generalmente nei film a grandezza naturale: i dinosauri!

  • Dinosauri: predatori e prede” è il nome di questa mostra, che ha, appunto, come protagonisti i maestosi e giganteschi rettili che hanno popolato la Terra durante il Mesozoico.

Dovremmo tornare indietro nel tempo a circa 251 Milioni di anni fa, datazione, questa, che segna l’inizio del Mesozoico, convenzionalmente suddiviso in Triassico, Giurassico e Cretacico. Tuttavia i primi dinosauri sembrerebbero essere apparsi nella Terra nel Triassico superiore, dunque il nostro viaggio inizia circa 230 Milioni di anni fa.

Questa mostra permette di poter comprendere meglio, scansando i luoghi comuni, le strategie di sussistenza, per poterle successivamente rapportarle alle prede e ai predatori di oggi. Vengono mostrati artigli, denti, crani e reperti fossili, nonché una serie di modelli e scheletri a grandezza naturale realizzati da Naturaliter, azienda leader nel settore degli allestimenti museali, come viene esplicato sul sito del Museo.

Personalmente, ho trovato questa esposizione molto interessante. Dei grandi e ben sviluppati pannelli spiegano quali fossero le caratteristiche principali di questi animali, come vivessero, quali strategie attuassero, sfatando i più comuni miti generalmente conosciuti oggi.

La geniale idea di confrontare gli animali preistorici in questione con quelli che popolano attualmente il nostro pianeta, permette di attualizzare i concetti per poterli meglio memorizzare. Facciamo un esempio: i dinosauri erbivori non necessitavano di denti aguzzi. Loro infatti strappavano le foglie e le piante e masticavano a lungo; i loro molari erano infatti piatti e robusti mentre i denti anteriori erano simili a lame di falce. Tutto questo si può riscontrare negli erbivori presenti oggi, come la mucca, il cavallo, la pecora o l’elefante. Ed ecco che grazie alle didascalie presenti accanto ai reperti, si riesce a comprendere meglio le loro caratteristiche fisiche, riuscendo, in un certo senso, a poterli immaginare.

Ma l’immaginazione lascia qui poco spazio grazie ai giganteschi modelli che si possono osservare da vicino; e non solo il tanto conosciuto T-Rex è qui presente! Lo spazio viene lasciato anche a specie diverse e particolari come nel caso dell’Amargasauro, probabilmente il dinosauro più curioso mai rinvenuto, costituito da particolari spine neurali che si sviluppavano dalle vertebre del collo.

La mia attenzione si è successivamente focalizzata su un fossile di un cucciolo appena nato di Scipionyx samniticus, denominato Ciro, vissuto 113 Milioni di anni fa. Grazie all’ottimo stato di conservazione, si riesce persino a vederne gli organi interni: assolutamente singolare!

Come lasciarsi scappare, dunque, la possibilità di conoscere meglio questi imponenti rettili che hanno dominato la Terra moltissimi anni prima della nascita dell’uomo. Avete tempo fino al 16 settembre per vivere questa esperienza che piacerà sicuramente ai bambini ma aiuterà gli adulti a saperne di più su queste affascinanti scoperte paleontologiche.

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