Storie e Musei

Racconto i Musei per comunicare la Cultura

Instagram: la comunicazione efficace per la cultura

Instagram è probabilmente il social network più in voga ultimamente. Esso permette di modificare fotografie, aggiungere filtri e pubblicarle, ottenendo così un profilo personale costituito dagli scatti che più ci rappresentano. Attraverso l’ausilio delle ‘stories‘ (immagini o video che rimangono pubblici solo 24 ore per poi sparire) è possibile scrivere dei testi, aggiungere gif, geolocalizzazioni, hashtag e sondaggi.

Può Instagram essere uno strumento d’aiuto per i musei per comprendere i punti di vista e le prospettive del pubblico o per creare delle efficienti campagne di comunicazione?

Ho provato ed effettuare un esperimento direttamente dal mio profilo per rispondere a tale questione. Con la creazione di sondaggi, ho posto dei quesiti per cercare di conoscere meglio le persone che ogni giorno mi seguono e decidono di visualizzare il mio profilo.

Le domande poste sono state, ad esempio: “Un luogo comune vede i musei estremamente noiosi. Secondo voi è vero?” oppure “In Italia esistono musei ‘insoliti’ come il museo della pasta, il museo dell’auto della polizia, il museo della figurina, il museo del soldatino. Avete mai visitato questo genere di musei così particolari?”

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Creo spesso dei sondaggi a tema ‘cultura’ (Carme_4)

La persona che visualizza così il sondaggio, è libera di rispondere, cliccando sulla casella “Si” o “No”, ma è possibile anche elaborare risposte diverse e personalizzate.

Nel caso della domanda che recitava “L’utilizzo di tecnologia e supporti multimediali all’interno di musei costituirebbe un motivo in più per visitarli?“, le possibili risposte erano “Senz’altro” oppure “No, vanno bene così”. In questo caso, la maggior parte delle persone che hanno risposto al sondaggio, hanno cliccato su “Senz’altro”,  vedendo la tecnologia come un elemento alimentante curiosità e nuove motivazioni.

Oltrepassate le 24 ore ho avuto modo di rielaborare i risultati dei sondaggi e ciò mi ha permesso di pensare a quante cose potrebbero cambiare se solo si ascoltasse maggiormente il pensiero della gente. Cosa succederebbe se ogni museo avesse un profilo Instagram per poter aggiungere ogni giorno curiosità, mostrare particolari, chiedere pareri al pubblico? Un profilo assolutamente ben progettato, che deve fungere da esempio, è quello del Museo egizio di Torino (@museoegizio). Vengono mostrati periodicamente dei contenuti nuovi, interessanti, unici. Un museo che si dimostra essere all’avanguardia, organizzato, che ha fatto registrare solo nel 2017,  845 237 visitatori. Secondo  TripAdvisorl’Egizio si posiziona al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia. Ricordiamolo, è un museo in continua espansione, in grado di comunicare in maniera esaustiva.

Rimango dell’idea che vi è una necessità, quella di riuscire a creare maggiore comunicazione. Ricordate la prima domanda che ho sopra citato? Una piccola percentuale ha risposto “Si”, i musei sono noiosi. Eppure, secondo il mio modesto parere, non è esattamente così. Non esistono musei noiosi. I musei sono interessanti ma a volte rimangono chiusi all’interno di bolle di sapone. Comunicare è importante e alimentare curiosità è una delle chiavi che apre la porta della connessione.

 

 

 

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